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mercoledì 5 giugno 2013

Torta nocciolata


Quando credi di aver preso il totale controllo della tua vita, e di essere arrivata al momento migliore della tua vita sentimentale e lavorativa arriva la domanda da 1000000€ a cui eri certa di saper ripondere qualche anno fa....
"Come ci si prepara all'idea che c'è un piccolo scricciolo che cresce e vive dentro di noi e che tra 4 mesi deciderà di vedere la luce??"
Non vedo mani alzate...chiedo l'aiuto da casa?
Si, si, tutte hanno partorito, sei solo l'ennesima mamma, bla bla bla, l'istinto materno , bla bla bla, la forza durante il parto, bla bla bla...insomma non sarò mica l'unica!

Per me è inziato tutto dalla fossa delle marianne, si la fossa delle marianne, insomma il mio stomaco.
Mai avrei creduto che la fame di una persona normale potesse spingersi a certi livelli; per carità sono sempre stata una buona forchetta, ma pensare di mangiare il mio piatto di pasta senza nemmeno masticare e togliere il piatto da sotto il naso di Pesce per mangiarmi anche la sua è qualcosa che non andrebbe raccontato.
Poi aspetto che lui vada a letto per trangugiarmi qualsiasi forma vivente e non disponibile in casa.
Posso fare colazione con latte e 57 gocciole, mangiare 250g di pasta senza mai smettere di arrotolare la forchetta, roba da guinness world record!
E quando il ginecologo ti guarda e dice "Hai messo 6 Kg, sono troppi per i primi 5 mesi" tu lo guardi con aria stralunata e dici "Impossibile!!Ci sono stata così attenta!!"

Del sonno non parliamone nemmeno. Già prima facevo concorrenza a Koda fratello orso durante il letargo, la domenica per me è fatta di sole 10-12 ore (la domenica mattina non so cosa sia), adesso sono diventata un incrocio tra un orso nel mese di dicembre che si è rincarnata in un bradipo, sono in grado di stare a casa di amici e appisolarmi sulla sedia o di dormire ancora prima di poggiare la testa sul cuscino.

Certo, sentendo le  future mamme parlare di nausee, vomiti, crampi, dolori, svenimenti e non so che altro, la mia fame e il mio sonno sono una passeggiata, poi insomma 9 mesi di alibi per farsi viziare col cibo e col riposo non sono nemmeno niente male...

Quindi vi propongo un dolce che avrei potuto proggettare solo in questo momento, nessun dolce dovrebbe avere una dose tale di cioccolata e la decorazione? Suggerita da Puntina (mi sto autosuggestionando che sia femmina) che a quanto pare sarà buongustaia come la mamma :)
e se è maschio? Qualcuno dovrà pur prendere il posto di Montersino un giorno ...no?








E questa torta? L'ho chiamata torta nocciolata, un connubio perfetto tra nocciola e cioccolata, un incrocio tra una torta rocher e una nutellotta, piena di cioccolata, nocciole e di gustosissimi wafers!


Ingredienti:

  • pan di spagna da 24 cm
  • 250g di mascarpone
  • 500mL di panna
  • 400g di nutella
  • 200g di nocciole tritate
  • una confezione e mezza di wafers al cacao
  • 200g di cioccolato fondente
  • granella di nocciole

Procedimento:

Come ogni mio dolce si parte sempre dalla decorazione fatta il giorno prima, nasce sempre così!
Su un foglio di carta oleata (o carta forno) disegniamo un disco di 24 cm di diametro.
Fondiamo a bagnomaria il cioccolato fondente e versiamolo al centro del cerchio della carta oleata.
Coliamo il cioccolato a filo fino a 3 cm dal cerchio; quindi con una lunga spatola stendiamo il cioccolato in modo da coprire il cerchio fino al suo limite e lasciamo solidificare.


Con un coltello affilato incidiamo il cioccolato prima in 4 parti, poi incidiamo ogni spicchio ancora in 4 parti ancora in 4 parti  in modo da ottenere 16 triangoli. Tagliamo con un colpo deciso.



Non appena si sarà asciugato su metà dei triangoli ottenuti spennelliamo un velo di cioccolato fuso e versiamo sopra la granella di nocciole e lasciamo asciugare in un luogo fresco e asciutto.



Prepariamo il pan di spagna usando uno stampo da 24 cm (preferibilmente la sera prima).
L'indomani tagliamolo in tre parti uguali.


Prepariamo la crema:
in una ciotola capiente versiamo il mascarpone e la nutella ("solo" 200g) e mescoliamo con cura; uniamo i wafers sbriciolati grossolanamente con le mani (circa 100g) e pari quantitativo di nocciole tritate. Aggiungiamo 200mL di panna montata con un cucchiaino raso di zucchero e incorporiamola un pò alla volta al composto mescolando molto delicatamente.


Bagniamo con del latte i dischi di pan di spagna, spalmiamo poi una dose abbondante di crema, ricopriamo con il secondo disco di pan di spagna, terminiamo la crema e chiudiamo con l'ultimo strato di pan di spagna bagnando bene la superficie e i bordi con il latte.


Nel frattempo prepariamo la ganache che rivestirà il dolce montando la panna rimanente e unendo la nutella rimanente (la consistenza l'ho decisa ad occhio in modo che fosse sufficientemente solida da rivestire il dolce.


 A questo punto tritiamo al mixer i wafers rimanenti unendo le nocciole tostate ridotte anch'esse in polvere e qualche nocciola intera.
Rivestiamo il dolce tutto intorno con questa granella fino a raggiungere la superficie secondo il proprio gusto.
Decoriamo poi con i triangoli di cioccolato ottenuti in precedenza e con i ferrero rocher ....e non pensate alle calorie!











venerdì 31 maggio 2013

Mattoncini panna e cioccolato


Alcune cose nella vita non andrebbero mai fatte perchè i sensi di colpa alle volte posso diventare insostenibili.
E ci sono scelte che alle volte facciamo con leggerenza e istintivamente per poi pagarne gli errori.

Mettiamo lo shopping ossessivo-compulsivo: e si, è una patologia (ampiamente studiata dagli psichiatri di tutto il mondo la cui forma più nota riguarda lo shopping compulsivo delle scarpe).
Alcune iniziano quasi per gioco, altre ne sono pienamente consapevoli ma non riescono ad evitarlo (chissà se mia sorella mi sta leggendo...).
Si compra si compra si compra e alla fine spesso ci se ne pente (ma non è il suo caso, lei non ancora comincia la cura dallo psichiatra!)

Oppure il litigio: quante volte mandiamo d'istinto al diavolo qualcuno e ci mordiamo poi i gomiti per non aver contato fino a 10? Fortunatamente non abbiamo sempre forbici e coltelli a portata di mano altrimenti credo che tagli casual per amiche e evirazioni per mariti e compagni sarebbero molto più frequenti....senza contare poi i servizi di piatti rotti...si si lo so che state pensando, bè dai non esageriamo, nessuno è così irruento...sarà ma io so di molte famiglie che non hanno più il servizio di porcellana del matrimonio!

E infine c'è l'ennesimo senso di colpa che io provo in media....mmm....mmmm....mmmmmm....si una volta al giorno.
Il senso di colpa del cibo.
Certo, ammetto che dopo un'insalata e la pancia piatta (ormai un lontano ricordo) c'è la soddisfazione di un fisico che conosce il valore della sofferenza e la soddisfazione di dire "io ho detto NO alla carbonara", ma lo sappiamo tutte la soddisfazione che si prova, il senso di appagamento, l'orgasmo delle papille gustative che si prova quando mangiamo il nostro piatto preferito.
E in quel momento ci dimentichiamo l'ago della bilancia che sale e la cerniera che scende con non-chalance (mi raccomando a mettere maglie lunghe) e ci concentriamo sul godimento puro.

E questa ricetta è godimento puro. Solo guardarla costringe a non mettere i jeans per tre giorni,e io (che non amo i dolci ne ho mangiati tre).
Poi ho smesso di contarli.
Vi lascio la ricetta del pericolo...ah...è pure semplice da preparare!!!







Ingredienti:
(per circa 10 porzioni)

Per l'impasto:
  • 200g di zucchero
  • 2 uova
  • 250g di farina 00
  • 250g di latte intero
  • 40g di cacao amaro in polvere
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
Per la farcitura:
  • 200g di panna fresca liquida
  • nutella q.b

Procedimento:

Accendiamo il forno a 180°.
In una ciotola capiente mettiamo lo zucchero e le uova e frulliamo per alcuni minuti;
uniamo la farina, il latte, il cacao e infine il lievito; mescoliamo fino ad ottenere un composto omogeneo.

Imburriamo uno stampo rettangolare (circa 20x27cm) e infariniamolo.


Versiamo il composto nello stampo e cuociamo per circa 20-30 minuti; controllate la cottura,il dolce crescerà in forno sgonfiandosi poi successivamente  e resterà leggermente umido all'interno;


Una volta che la torta si sarà raffreddata estraiamola con cura dallo stampo, formiamo dei mattoncini di circa 3 x9 cm , tangliandoli a metà.
Montiamo la panna montata e mettiamo la nutella a portata di mano.
Su ogni mattoncino stendiamo su una superficie interna la nutella e sull'altra la panna;


Chiudiamo, esercitando la leggera pressione, puliamo leggermente i bordi e continuiamo così fino a terminare i mattoncini;
tagliamo delle strisce sottili di carta e adagiamole sui nostri mattoncini spolverando abbondantemente di zucchero a velo.


Togliamo con cura le striscioline e riponiamo in frigorifero fino al momento di servire!






mercoledì 22 maggio 2013

Barrette alle noci & cioccolato


Vi ricordate quella pubblicità dove c'è quella donna tutta in ghingheri dentro la macchina mentre guarda il suo autista e gli dice che ha un leggero languorino?
So che avete capito di chi parlo, non tanto perchè lei è inconfondibile,almeno 2 donne su 1 pensano una volta al giorno che hanno un languorino, ma è lui la stranezza!

Insomma, quanti uomini si portano in macchina qualcosa di sfizioso termoregolato in confezioni chic per soddisfare le voglie improvvise di una donna?

Io non faccio parte della schiera di quelle donne però.
No, no!
Inutile, il mio languorino non sarà mai un cioccolatino, ce ne vorrebbero almeno una decina per togliermi lo sfizio... poi come sfizio mi papperei più volentieri una decina di pizzette, 7-8 vol au vent con tonno e gamberetti, oppure dei panini con la mortedella e magari un pò di provola, dei tramezzini alti 13 cm, un pan brioche!

Ecco queste cose potrebbero togliermi il languorino,languorino che poi chissà com'è diventa fame e voragine nel giro di 4 minuti!
 Se poi vogliamo andare sul reparto dolci che più si addice alla mia botteguccia e anche al piccolo sfizio, un'idea ce l'ho e ve la consiglio, ma di certo non uno...ma almeno 5 o 6... ;-)







Ingredienti:
(per circa 20 barrette)

Per lo strato alle noci:
  • 50g di noci
  • 50g di zucchero raffinato
  • 115g di farina setacciata
  • 75g di burro a pezzi
Per lo strato al cioccolato:
  • 25g di burro
  • 75mL di acqua
  • 25g di cacao in polvere
  • 115g di zucchero
  • 5 mL di essenza di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 2 uova
  • zucchero  a velo, per decorare
Procedimento:

Preriscaldiamo il forno a 180°.
Ungiamo una teglia quadrata di 20 cm di larghezza.
In un mixer elettrico tritiamo finemente le noci con 15-30 g di zucchero a velo;


Aggiungere nel mixer lo zucchero rimanente e la farina, mescolare tritando il tutto, quindi incorporare il burro freddo e mescolare fino ad ottenere un'impasto fine e sabbioso.
Versiamolo nello stampo fino ad ottenere una base sottile, compattiamolo ed inforniamo per circa 25 minuti.


Nel frattempo , prepariamo la parte superiore.
In un pentolino sciogliamo il burro con l'acqua a fuoco medio.
Quando è sciolto aggiungiamo progressivamente il cacao e lo zucchero mescolando con una frusta.
Togliamo quindi dal fuoco, uniamo l'essenza di vaniglia, il sale e lasciamo raffreddare per 10 minuti.


Aggiungiamo le uova sbattute e mescoliamo bene;
versiamo il composto sulla base e cuociamo in forno per 20 minuti;


Togliere dal forno e lasciar raffreddare su una gratella;
Una volta raffreddato per 5 minuti segniamo sulla superficie barrette di 6 x 2,5 cm, quindi facciamo raffreddare completamente, le tagliamo e le spostiamo su una griglia.
Spolverizziamo con lo zucchero a velo e serviamo!

Avvertite un leggero languorino???








martedì 7 maggio 2013

Caprese al limone


Un tranquillo sabato pomeriggio, la giornata è gradevole, il sole timido ma presente, quale occasione migliore per farsi due passi nella tentacolare Pescara (tenta che?) in centro a sbirciare le vetrine?
Il centro di Pescara è costituito da un viale pedonale dove ci sono molte vetrine che termina sul lungomare, questa è la zona adibita al passeggio multietà, dai 12 ai 90 passeggiano tutti qui, e se i 12enni sono fermi davanti alla gelaterie, gli 80enni si trovano a chiacchierare davanti ai bar.

Io so bene quali sono le vetrine che mi interessano (abbigliamento,gioiellerie, scarpe) senza necessariamente comprare, ma giusto per sbirciare, così come so quali sono quelle che interessano alla mia dolce metà. Il tempo di scendere dalla macchina, mano nella mano come due 15enni, lui comincia a deviare, so bene dove vuole andare...sempre li.
Potrà esserci pioggia o sole, essere piena estate o inverno inoltrato lui DEVE entrare alla Feltrinelli.
Lui DEVE vedere gli ultimi libri usciti e se malauguratamente non si è preparato da casa la lista dei "libri da comprare" studiandola su siti quali ibs o da amici accreditati, puoi star sicuro che la giornata di passeggio inizia e termina dentro a Feltrinelli.

Ora lo so e appena entriamo lui gira a destra nel reparto "thriller, fantasy e vediamo che altro c'è", io invece giro a sinistra nel reparto "Libri per cucina".
Quando arrivi nel reparto libri per cucina e in particolar modo nella sezione pasticceria lì mi perdo.
Scegliere un libro da comprare non è facile.
Anzi è proprio un'impresa.

Ci sono i criptici (alla Montersino per intenderci)...quelli "prendete la melassa, amalgamatela con il maltitolo, inglobate l'agar agar e 0,0007mg di permanganato di potassio...(che è tossico ma mi veniva in mente solo questo!)"
Insomma per ogni ricetta "abordabile" ce ne sono 3 infattibili, ma a suo favore ci sono le foto di questi dolci spettacolari e le foto del passo-passo, quindi i criptici vanno comprati se possono essere decriptati!

Ci sono poi gli illusionisti.
3 ingredienti totali e una foto degna della preparazione di 10 pasticceri di fama internazionale.
Tu dimmi con 3 righe di procedimento e 3 ingredienti come minghia l'hai preparato quel dolce!?!?
Scrivici sotto "pappappero" e mi risparmio anche la briga di leggerlo!
Bocciato.

Ci sono poi gli scultori.
Pagine e pagine di torte coloratissime, colme di pasta di zucchero, decorate a 7 piani dove i personaggi riprodotti hanno anche l'acne e i nei, dove esiste uno stampino da comprare anche per il doppio mento di un personaggio! Tempo perso per me. Il massimo che sono riuscita a realizzare sono state delle rose e delle calle e vi assicuro che in quello stesso tempo ne facevo 3 di torte!
Bocciati

Ci sono poi i colpi di fulmine.
Alcuni libri che sfogli e sfogli e le commesse ti guardano in cagnesco come a dire..."ma lo compri o no"??( ma questa è pasticceria, mica si sceglie così su due piedi, è come comprare un abito...prima va provato!) e trovi la ricetta che ti stupisce!
Così è stato con questa ricetta;
Semplice, famosa, chiara, foto interessante...ma non ho mai provato niente di questo pasticcere, il famosissimo De Riso, quindi gli do una possibilità...o quasi.

Appoggio il libro, prendo il cellulare:
Io: "Cù, dove sei"?
Pesce: "Ai thriller, perchè?"
Io: "hai finito?"
Pesce: "Quasi, ne ho presi tre, sono incerto sul quarto"
"Oh Signore"!!!
Io: " Mi serve il tuo aiuto, puoi venire un momento? Ah, il quarto lascialo là!"
Lui "Arrivo, tanto so dove sei"

Ah.Ah.Ah.
Arriva e lui farà parte del mio piano.
"Devo scegliere se dire di si a De Riso ma non so se sono pronta, ci conosciamo poco. Tienimi il libro aperto e mettiti di spalle alla cassa".
Lui inorridito lo fa, ha capito cosa voglio.
Tiro fuori il mio I-phone 5 e "Click".
"Metti a posto e andiamo".

Del resto lui ha comprato ben tre libri no?In un momento di crisi per l'editoria e le cartiere mio marito elargisce soldi nel settore! (questo mi fa sentire meno in colpa!)
E dopo aver provato la ricetta De Riso si è meritato l'acquisto del libro per intero!





Caprese al limone
di Salvatore De Riso
 
 
Ingredienti:
(per 8 persone)
  • 100mL di olio extravergine d'oliva
  • 120g di zucchero a velo
  • 200g di mandorle dolci pelate
  • 180g di cioccolato bianco
  • 30g di scorzette di limone candite
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 1 limone Costa d'Amalfi
  • 250 di uova intere (circa 5)
  • 60g di zucchero
  • 50g di fecola di patate
  • 5g di lievito per dolci in polvere
 
Mie modifiche:
Col senno di poi avrei sostituito l'olio EVO con olio di semi o ridotto a 70-80g il quantitativo totale; tende a coprire un pò i sapori; ho omesso le scorzette di limone candite e usato il limone del mio albero (che perdonate la presunzione ma ha un sapore e un odore che non ha niente da invidiare a quello di Amalfi!)
 
 
Procedimento:
 
Frulliamo le mandorle con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia fino a ridurre in farina.
Grattuggiamo a parte il cioccolato bianco o tagliatelo molto finemente.
 

In una capiente terrina, con le fruste elettriche montiamo le uova con lo zucchero fino a triplicarne il volume (ci vorranno 10 min abbondanti).
A parte incorporiamo alla miscela di mandorle e zucchero a velo, la fecola di patate e il lievito setacciati, le scorzette di limone candite e la scorza grattuggiata del limone fresco.


Incorporiamo il cioccolato bianco, l'olio EVO ed infine le uova montate.


Mescoliamo tutto con una spatola (io ho usato anche le fruste elettriche) fino ad amalgamare il tutto per bene.
Accendiamo il forno a 200°.

 
Imburriamo a infariniamo con fecola di patate una tortiera del diametro di 22 cm ( io avevo 20 cm), versiamo il composto  e inforniamo a 200° per i primi 5 minuti, poi a 160° per altri 45 minuti.
Una volta trascorso il tempo, sforniamo (dalla prova stecchino risulterò ancora molto umida la torta ma è normale, non allarmatevi come me), lasciamola raffreddare e consumiamo il giorno dopo non senza averla spolverizzata di zucchero a velo!





 
 


sabato 20 aprile 2013

Crostata frangipane alle mele e frutta fresca


In questa settimana mi sono fermata a riflettere su quanto io sia cromolunatica.
Si insomma, ci sono le persone lunatiche, che cambiano umore a seconda della luna( o degli ormoni) , quelle metereopatiche, che cambiano umore a seconda del tempo e infine quelle come me, cromolunatiche, che cambiano drasticamente preferenza di colore a seconda di qualche forza non ancora ben identificata.

Lo notavo ieri guardando nel mio armadio.

Non ho ancora la forza e la voglia di fare il temutissimo "cambio stagione" , quell'evento famoso come l'Oktober fest, temuto da tutte le donne e necessario con l'innanzarsi delle temperature; quell'evento dove sono invitati tutti gli acari e i pollini presenti nel raggio di 18 Km da ogni casa e dove le donne sono le uniche coordinatrici (mai visto un uomo che lo fa), ci siamo capiti no?

Del resto il cambio abiti maschile batte il cambio abiti femminile 10-1 come tempistiche, sarebbe come far giocare la Juventus con la Pro Patria! (ho chiesto suggerimenti a Pesce per questo paragone ^_^). Si comicia alle 9 di sabato mattina, si finisce il suo cambio alle 9.10 (scarpe comprese), e si prosegue fino alla domenica ora di pranzo!

Dopo aver aperto armadio e cassetti (dicendomi son pronta) ho notato quanto io sia triste.
Gonne, abiti, giacche, pantaloni, cinte, stivali...tutto viola, nero e marrone.
Un buco nero! Sono depressa e non lo so???Se volete un accompagnatore per un funerale insomma io sono pronta! Poi mi sono tirata su di morale,in fondo i colori scuri sono una necessità!!

Punto primo. Sono bionda e con gli occhi azzurri; non ricordo bene chi ma qualcuno nel corso di questa vita (o era un'altra vita?) mi ha detto che alle bionde sta bene il marrone;

"Il marrone risalta il colore dei tuoi capelli!"
" illumina lo sguardo se hai gli occhi azzurri"

Punto secondo: dove la mettiamo la frase storica "il nero snellisce"????
Come minimo fa passare una taglia 44 a 38!!

Ma nessuno ha mai pensato di dirmi che con la mia pelle diafana color bianco latte intero il nero mi fa sembrare un cadavere???

Fortunatamente quest'anno nelle mie folle spese di shopping ho deciso di aggiungere un altro colore per staccare la monotonia e la monocromia....tralasciamo però il fatto che il colore di quest'anno è il grigio...è pur sempre un'innalzamento di carriera dal nero, no?

Faccio questi ragionamenti ogni mese d'aprile aprendo l'armadio e mi decido quindi a fare il cambio stagione.

Dovrò mettervi una foto del mio vestiario estivo.
Sembra di aver rinchiuso 5789086 farfalle nel mio armadio, abiti fucsia, maglie lilla, verdi, arancioni, pantaloni verdi, gialli e amaranto (bè non esageriamo)...e stavo notando che anche il mio blog è così!
Le foto dei miei post invernali tendono sempre al marrone e al beige (colore che si abbina bene anche col cibo a quanto pare) e poi esplodo in questo periodo con i colori come in questa buonissima torta di Montersino, o come le mie Cupolette di primavera o Bavarese ai frutti di bosco!

E dato che la primavera è tornata, oltre che nel mio armadio il colore lo porto anche in cucina!











Crostata frangipane alle mele e frutta fresca
(dal libro Peccati di gola di L. Montersino)
 
 
 
Ingredienti:
(per uno stampo da 20cm di diametro)
 
 
Composto frangipane:
  • 250g di mandorle in polvere
  • 250g di burro
  • 250g di zucchero a velo
  • 100g di farina 0
  • 250g di uova intere
(io ho dimezzato le dosi che mi sembravano eccessive e in effetti avevo ragione)
 
Per le mele spadellate:
  • 400g di mele tagliate a cubetti
  • 30g di zucchero
  • 10g di burro
  • 25g di calvados (che io ho omesso)
Per la finitura:
  • 300g di pasta frolla (io ho usato la frolla rimanente dei biscottini)
  • 100g di crema pasticcera
  • 300g di frutta fresca mista
  • gelatina in spray
  • 10g di pistacchi in granella
 
Procedimento:
 
Prepariamo il composto frangipane usando le stesse metodiche e le stesse precauzioni impiegate nella Crostata frangipane alle pere e teniamo la crema da parte;
nel frattempo prepariamo la crema pasticcera ( io ho usato un solo uovo) e facciamo raffreddare;
discorso analogo per la pasta frolla con cui rivestiamo uno stampo a cerniera da 20 cm di diaetro che riporremo mezz'ora in frigo a rapprendere;
 
 
 
Tagliamo le mele a cubetti e dopo aver sciolto lo zucchero in una padella antiaderente versiamo dentro le mele e il burro facendoli caramellare; versiamo quindi le mele sulla base della ns pasta frolla che avremo spennellato con un velo di marmellata.
 
 
Accendiamo il forno a 180°.
Versiamo il composto frangipane  nella torta e inforniamo per circa 25 minuti;
 
 
 
 
 
a cottura ultimata lasciamo raffreddare.
 
 

Spalmiamo sulla superficie raffreddata della crostata la crema pasticcera (che ci aiuterà peraltro a mantenere la frutta) e decoriamo con frutta fresca di stagione;




Lucidiamo il tutto con la gelatina spray e decoriamo con i pistacchi in granella.

I consigli di Montersino:
  • Per evitare che tra la cottura in padella e in forno le mele si riducano troppo, tagliatele a cubetti piuttosto grossi e lasciatele croccanti nella prima cottura.
  • Porre uno strato di confettura sul fondo della tortiera aiuterà il frangipane a rimanere attaccato alla frolla anche dopo la cottura.
  • Se non avete il forno ventilato per ottenere una cottura uniforme ricordate di mettere la teglia nel forno a un'altezza intermedia.





 
     
 
 
     
     
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mercoledì 17 aprile 2013

La mia piccola bottega approvata dalla FIP, Federazione Italiana pasticceri!


La vita è un percorso a scale, e non venitemi a dire che voi prendete l'ascensore che non ci credo!
Si sale, a volte si sale a fatica, a volte dopo 3 gradini in sù ci sembra di averne scesi 5, a volte ne saliamo 6 senza nemmeno renderci conto di aver camminato!
E il bello è proprio questo!
Si fatica negli studi per ottenere un riconoscimento che speriamo ci farà fare carriera (questo con la beata ignoranza dei 20 anni, poi passa), ci impegniamo con le persone per creare rapporti stabili e sinceri e per sentirci completi e a volte ci ritroviamo a fare qualcosa senza sentire l'impegno,ma spinti dalla sola passione e dalla sola voglia di farlo.

E così mi ritrovo a temperare il cioccolato alle 23 di sera per fare le decorazioni di un dolce che ho solamente in mente, ti ritrovi a fare un dolce all'ultimo momento per portare ad una cena con amici perchè sai che li farai felice, ti ritrovi a guardare l'orario sul forno come se volessi soffiare su di lui per accelerare la cottura, ti ritrovi a scattare 60 foto e a selezionarne solo 3, ti ritrovi a rischiare lo scongelamento di un semifreddo per poterlo immortalare con la giusta luce e la dovuta pazienza. Ti ritrovi a comprare libri di pasticceri famosi e riprodurre le loro ricette come se volessi sfidarli, ti ritrovi a comprare il maltitolo senza più ricordare la ricetta in cui serviva...

Questa è per me la pasticceria, una gioia nel realizzarla, una soddisfazione continua nei volti di chi assaggia, un passatempo che mi riempie il cuore e mi impegna la mente, un confronto con appassionati di questo mondo come me, un mondo che mi ha portato ha conoscere persone meravigliose e a confrontarmi con loro, mi ha portato a partecipare a contest bellissimi, a riempirmi la casa di stampini e formine!

E come se tutto questo non fosse sufficiente a colmarmi il cuore è arrivato un riconoscimento di quelli che ti riempiono davvero il cuore, uno di quelli autorevoli che per un giorno ti fanno sentire davvero una pasticcera!!
Quindi vi ringrazio, ringrazio la FIP Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria  che mi ha dato questo immenso riconocimento e che investe e crede nelle persone che come me si nutrono di una così grande passione.
E ovviamente grazie di cuore a tutti voi che siete sempre pronti a leggermi!





Grazie di cuore!